PRO ASYL Presseerklärung | Press Release
15. Luglio 2004
Cap Anamur: Schily cerca di fare colpevoli da salvatori
Pro Asyl: „Non l’equipaggio della nave, ma la politica europea di asilo e migrazione devono essere accusati (messo sul banco degli imputati)“.
Cap Anamur: Schily tries to turn rescuers into perpetrators
Cap Anamur: Schily cerca di fare colpevoli da salvatori
„È insopportabile come il ministro degli interni, Otto Schily cerca di mettere i membri dell’equipaggio su un livello con „trafficanti“. Sul banco degli imputati devono essere messi non quelli che hanno salvato i naufraghi, ma piùttosto una politica sbagliata europea di asilo e migrazione“, dice Karl Kopp di Pro Asyl.
Otto Schily ha contribuito in modo decisivo questa politica europea di chiusura e difesa negli ultimi anni. I ministri dell’interno europeo conoscono finora solo una risposta alle miglaie di morto ai confini esteriori d’Europa: una chiusura ancora più efficace del continente.
I costruttori della fortezza Schily e Pisanu tacciono alle domande principali:
- C’è uno „spazio di libertà, di sicurezza e della giustizia“ quando il tentativo di quelli che cercono protezione di raggiungere questo spazio è gia pericolossisimo (mortale)?
- Quanto vale ancora un diritto di asilo europeo, garantito per iscritto, se l’accesso al territorio è chiuso?
- Possono stati democratici ed i loro cittadini vivere ancora con il fatto, che intorno a loro, nell’Adriatico, nel’Egeo, nel stretto di Gibraltar vengono creati dei cimiteri che diventano più grande ogni giorno?
Schily ed i suoi colleghi europei continuano a negare la loro co-responsabilità per il fatto scandaloso, che questo morire ai confini esteriori continua e che una business di trafficanti commerciali possono offrire in un modo sempre più cinico e indegno d’un uomo il servizio „accesso all’Europa“.
La discussione intorno la Cap Anamur ha messo queste domande sulla agenda europea.
Criminalizzazione e diffamazione di aiuto umanitario
Schily e Pisanu vogliono statuire un esempio con il tentativo di criminalizzare aiuto umanitario. Equipaggi di navi devono voltare nel futuro il loro sguardo altrove e continuare il loro viaggio, gruppi che sostengono rifugiati devono (vengono) intimiditi. A quelli che cercono protezione nel futoro viene dato il messaggio: se c’e la fate di raggiungere le nostre coste vi aspetta lager e detenzione.
Sia l’Italia e la Germania hanno leggi severissimi contro „trafficanti“, che sono inferiori a convenzioni internazionali. In contrasto a questo nella norma europea del consiglio del 28 novembre 2002 per la „definizione dell’aiuto per l’ingresso e transito illegale e al soggiorno non autorizzato (vietato)“ è espressamente previsto la possibilità di lasciare aiuto umanitario impunito.
Nessuno è competente – nessuna protezione sul mare
Schily dice che non c’è un punto dove chiedere asilo su acque internazionali.
A chi avrebbero dovuto rivolgere i 37 la loro richiesta d’aiuto?
Hanno dato le loro richiesta d’asilo su una nave tedesca ad un capitano tedesco – e questo in acque internazionali. Il capitano è sottoposto alle legge europee e deve secondo il suo dovere inoltrare le richieste d’aiuto all’autorità competente tedesca. Un capitano non è un ente di asilo, ma lui ha più che altro un dovere umanitario: di portare i naufraghi in un porto sicuro. Proprio questo è stato impedito alla Cap Anamur ed i 37 naufraghi.
Germania e Italia avrebbero potuti finire questo drama gia il 1 luglio 2004 in modo non spettacolare e umanitario. Schily e Pisanu hanno tacciuto e passato la responsabilita dopo alcuni giorni a Malta. Lo stato (L’Isola) è famoso e malfamato, che arresta quelli che cercono aiuto subito. Malta ha risposto subito: anche noi non siamo competenti. L’unione europea regola in una norma (Dublin I e II) quale stato è competente per una richiesta d’asilo. In questo caso si è mostrato che queste norme di competenza comportano nel caso di dubbio ad una collettiva non-competenza.
Che fare?
Togliere le barriere e creare vie senza pericolo per rifugiati che vengono in Europa è una condizione fondamentale, perche altrimenti anche un diritto d’asilo liberale rimane senza effetto. Un accesso effettivo al territorio e ad una procedura corretta di asilo è indispensabile, finche i stati membri fanno giustizia al loro obbligo che deriva della Convenzione di Ginevra. Invece di spostare ancora di più la responsabilità per l’accoglienza di rifugiati, gli stati europei hanno piùttosto l’obbligo di alleviare i paesi d’origine. Deve essere istallato al più presto possibile un generoso programma europea di accoglienza di profughi come suggerisce la commissione europea sul livello europeo. Questo forme aggiuntive di accesso e protezione non devono però essere a carico del diritto individuale di asilo in Europa.